Cosa non è questo articolo

Se stai cercando una guida per iniziare con la meditazione, questo non è l’articolo che fa per te. Su Internet, ti basterà una ricerca su Google, troverai decine e decine di guide scritte da persone competenti ed esperte, molto più capaci del sottoscritto. Come dice infatti il titolo del post, questo articolo conterrà degli appunti di un principiante, nulla di più, nulla di meno.

Da qualche settimana a questa parte, infatti, ho iniziato ad approfondire la meditazione mindfulness. Ho incrociato il tema leggendo alcuni saggi il cui focus non era quello meditativo, anche se non era la prima volta in assoluto che ne sentivo parlare. In passato, durante un periodo in cui ho fatto yoga, qualche meditazione l’avevo anche fatta. Mi mancava però una visione più seria e approfondita di cosa fosse e cosa non fosse la mindfulness.

Ho fatto una sorta di piccola full-immersion nel tema. Questo è il risultato.

Il percorso

Il primo passo è stato quello, molto banale, di scaricare un’app. Si chiama Clarity, creata da Gennaro Romagnoli. L’app propone un programma di dieci giorni, con lezioni audio teoriche e pratiche per iniziare con la meditazione. Direi che per una persona completamente ignara del tema può essere un buon modo di iniziare. Io ho seguito i dieci giorni, ma c’era qualcosa che ancora non mi convinceva del tutto. Conoscendomi, avevo bisogno di approfondire molto di più.

Allora ho comprato un libro di uno degli esponenti di spicco della mindfulness, Jon Kabat-Zinn. Il libro è Dovunque tu vada, ci sei già. Leggendolo ho trovato quello che stavo cercando. Al punto che, in seguito, ho comprato e letto anche altri libri dello stesso autore:

Non allo stesso livello dell’altro, ma comunque capaci di fornire ulteriori spunti di riflessione.

Quello che mi ha colpito in particolar modo del libro “Dovunque tu vada, ci sei già” è il fatto che Kabat-Zinn indirizza il testo alle persone che non amano i programmi strutturati e a chi non ama sentirsi dire cosa deve fare. Perfetto per me, insomma!

Appunti sparsi di un inesperto

Insomma, ho già speso 300 parole in questo articolo e non ho ancora detto cosa sia la mindfulness. Motivo per cui, come dicevo in apertura, questo non è l’articolo giusto per chi vuole iniziare con la meditazione!

La mindfulness è consapevolezza, l’arte di vivere presenti a sé stessi. Di indirizzare la propria attenzione in maniera intenzionale, sul momento presente, senza presunzione. Fermarsi di proposito, focalizzarsi su qualcosa (che sia il respiro o parti del proprio corpo, o entrambe le cose) e non giudicarsi se pensieri o distrazioni irrompono interrompendo la concentrazione. Un modo di vivere per sintonizzarsi con l’attimo attuale, il qui e ora. Senza necessariamente avere legami con dottrine o ideologie religiose.

Una delle cose che mi ha dato più da riflettere è l’assenza di aspettative:

Solitamente, quando si intraprende qualcosa, è naturale attendersi un esito positivo dai propri sforzi. Vogliamo vedere risultati, fosse anche solo una sensazione piacevole. L’unica eccezione a cui posso pensare è la meditazione.

Jon Kabat-Zinn

Viviamo in una società in cui qualunque cosa è finalizzata a uno scopo, una civiltà del fare, in cui non si può perdere tempo. La mindfulness si pone invece come una pratica del non-fare, del non-agire, del fermarsi e abbandonare le aspettative e l’attaccamento ossessivo ai risultati da ottenere.

Non è neanche da intendersi come un metodo di miglioramento, per cui l’obiettivo in realtà sarebbe diventare una versione superiore di noi stessi. La mindfulness, piuttosto, prevedere di comprendere e accettare che siamo già la nostra versione migliore, imperfezioni comprese.

L’autore poi, ovviamente, parla di come meditare, sia a livello formale sia a livello informale. Nel primo caso si tratta di assumere una posizione e concentrarsi in modo consapevole su un determinato aspetto, ad esempio il respiro. Nel secondo, invece, si tratta di portare la consapevolezza nelle piccole azioni quotidiane. Sviscerare questi aspetti esula dallo scopo di questo articolo (ricordi quando ho detto che questa non è una guida?), quindi mi limito, a titolo illustrativo, a riportare un pezzo riguardante la meditazione formale da seduti:

Sedetevi e osservate lo svolgersi dei momenti senza nessun programma salvo essere totalmente presente. […] Riportate l’attenzione alla respirazione in tutta la sua vivezza ogni volta che divaga. Mantenete eretta ma non rigida la posizione. Pensate a voi stessi come a una montagna.

Jon Kabat-Zinn

E quindi?

Ci sarebbero, ovviamente, tantissime cose da dire. Nei libri che ho letto, ho segnato decine e decine di passaggi, sottolineandoli e trascrivendoli in un taccuino. Secondo la mia opinione, “Dovunque tu vada, ci sei già” è un ottimo libro per approcciarsi al tema e iniziare con la meditazione.

Il fulcro del discorso è che non c’è bisogno di investire subito grandi periodi di tempo per praticare la meditazione. È sufficiente iniziare, anche per pochi minuti al giorno. Ritagliarsi una finestra di tempo in cui non si agisce. Come sottolinea più volte Kabat-Zinn, non c’è il modo giusto di meditare. Inutile chiedersi continuamente se lo si sta facendo nel modo corretto. È più importante trovare il proprio metodo personale per meditare.

Per quanto mi riguarda, uno degli aspetti che mi ha colpito di più è proprio, come anticipato, la volontà di distaccarsi dal carico di aspettative e dall’ansia di risultato. Continuerò a praticare seguendo le indicazioni dell’autore.

Come andrà, andrà.

La sincerità dell’impegno conta molto di più del tempo impiegato.

Jon Kabat-Zinn

Pubblicato da Gianluca Santini

Escursionista, blogger, scrittore

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